Oggetto del messaggio: L'aggressione a Berlusconi. Una bufala?
Inviato: 01/01/2010, 18:00
Iscritto il: 24/11/2009, 21:18 Messaggi: 20
“È possibile che il nostro Silvio abbia architettato la messa in scena per rilanciare la sua immagine mostrandosi al pubblico italiano e mondiale come la vittima perseguitata da tutti e accattivandosi così l’opinione pubblica?” Damiano Milone da Trentinolibero.org
Certo è strana l’informazione sul web… Ma sicuramente ha un pregio…. Obbliga a riflettere e a pensare. Non è sicuramente l’informazione che ti viene propinata goccia dopo goccia come in una tortura cinese dai mass media nazionali e locali, mass media il più delle volte addomesticati a favore del potente di turno! L’informazione in internet te la devi cercare, la devi vagliare …. Insomma ti fa accendere il “cervello” ( nel bene e nel male)!
Se poi anche “il Corriere della Sera” ( da Travaglio definito il “Pompiere della Sera”) pubblica la notizia ( articolo di Monica Guerzoni dd. 19/12/2009) http://www.corriere.it/politica/09_dice ... aabc.shtml che disprezza i video e le notizie che si trovano in rete dopo la presunta aggressione a Berlusconi , senza portare nessuna argomentazione che contesti quanto si vede nei video medesimi la cosa fa quanto meno dubitare.
A mio parere questa notizia, fondata o infondata che sia, è comunque da tenere in considerazione fino a che la stessa non sia effettivamente smentita con delle prove e non con semplici proclami di partito.
In controtendenza, e a differenza dell’autorevole giornalista del Corriere della Sera, Trentinolibero pubblica ( prendendone le distanze) un interessante articolo con delle argute e motivate riflessioni di Damiano Milone Segretario Regionale dell’Emilia Romagna del Partito Pensionati.
E se l'attentato a Berlusconi fosse tutta una farsa.......? Damiano Milone (P.P.) "Speriamo che non sia così, se no ci perdiamo la faccia"
Trento, 28 dicembre 2009. - Da qualche giorno circola sul web la notizia, fondata o infondata che sia ma comunque da tenere in considerazione, che l’attentato a Silvio Berlusconi in piazza del Duomo a Milano, sia stata tutta una messa in scena per consentire al Presidente del Consiglio di rilanciare la sua immagine a livello popolare.
Non era stata una breve digressione la sua – continua stizzito Milone – ma un nuovo duro attacco alla magistratura, alla Consulta e al Presidente della Repubblica, che è sfociato con l'annuncio di voler mettere mano alla Carta Costituzionale. Parole, quelle di Silvio Berlusconi, che avevano scatenato la reazione non solo dell'opposizione, ma anche del Presidente della Camera Gianfranco Fini, nonché dello stesso Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, in una nota del Quirinale, commentava parlando di “violento attacco contro fondamentali Istituzioni di garanzia”. In uno scenario come quello che si era venuto a creare, sicuramente, Silvio Berlusconi aveva perso molti consensi non solo tra l’opinione pubblica italiana e i suoi “fan” più accaniti – continua il coordinatore del Partito Pensionati – bensì anche a livello internazionale e la sua immagine ne era uscita a dir poco sbiadita. Urgeva immediatamente un “colpo di genio” per recuperare la sua posizione di leader supremo “con le palle” e riprendere in mano la situazione, ripristinando, agli occhi del pubblico, la forza della maggioranza, a suo modo di vedere, coesa e priva di scaramucce interne. In effetti, nel rivedere il filmato dell’aggressione – evidenzia Milone del P.P. – ci è parso di notare qualche particolare dubbio e inconsueto. Dubbio perché ci siamo domandati come mai Massimo Tartaglia (il responsabile del lancio dell’oggetto) abbia esitato così tanto a scagliare la statuina (rappresentante il Duomo di Milano) contro Berlusconi. Nelle immagini (provate a rivederle con attenzione) si nota il Tartaglia con la statuina in mano sollevata per aria per almeno 5 secondi prima di lanciarla addosso a Berlusconi. Inconsueto perché ci sorge la spontanea e legittima domanda che ci porta a concludere che cosa stessero facendo e osservando le numerose guardie del corpo private del Presidente del Consiglio. Ci siamo informati presso un’agenzia (di cui non vogliamo rivelare il nome per ovvia privacy) che fornisce servizi di sicurezza alle persone e anche a noi del Partito Pensionati, non ci è quadrata più la situazione: le guardie del corpo personali e private di Silvio Berlusconi hanno proprio lo scopo di proteggerlo a tutti i costi. Loro devono avere sempre la situazione sotto controllo e ognuno di loro deve assolutamente guardare in tutte le direzione in modo da prevenire ogni inconveniente. È mai possibile che il TARTAGLIA sia riuscito a tenere sollevata in mano, per la bellezza di 5 secondi, la statuina del Duomo di Milano senza che nessuna delle guardie intervenisse per fermarlo o quanto meno si precipitasse su Beluconi per proteggerlo col proprio corpo? La situazione ha davvero dell’inverosimile! – dice sbigottito il leader Regionale del P.P., Damiano Milone. È possibile che il nostro Silvio abbia architettato la messa in scena per rilanciare la sua immagine mostrandosi al pubblico italiano e mondiale come la vittima perseguitata da tutti e accattivandosi così l’opinione pubblica? Magari l’intenzione era quella di inscenare un’aggressione ma senza il suo ferimento: questo potrebbe spiegare l’esitazione di Tartaglia nello scagliare l’oggetto contro Berlusconi. Forse le guardie del corpo non hanno fatto in tempo ad intervenire e la situazione è precipitata troppo causando il ferimento del Premier. Insomma, “di se e di ma sono piene le fosse” e a posteriori i dubbi e gli interrogativi ci affollano la mente senza consentirci di venirne a capo. Una cosa è però certa, afferma il responsabile Regionale del Partito Pensionati: se Silvio Berlusconi ha organizzato tutto e simulato l’aggressione a se stesso, possiamo dire che è davvero un maestro con una fantasia davvero perversa (e di casi di simulazione tra i personaggi famosi in declino la storia ce ne tramanda a iosa). Sarebbe una vergogna atroce – conclude Milone – se un domani si venisse a sapere che si è trattato di un copione scritto e previsto ma conclusosi malamente. Una figura indegna da parte di noi italiani verso il Mondo intero che ci deriderebbe, considerandoci una “barzelletta” che si conclude con Silvio Berlusconi che, scimmiottando Papa Giovanni Paolo II che perdonò a suo tempo nel 1981 colui che lo voleva assassinare Mehmet Ali Agca, ha elargito parole di comprensione e indulgenza per Massimo Tartaglia. Se anche questo “perdono” da parte della “vittima perenne” è un siparietto artefatto e programmato a tavolino, possiamo davvero affermare che siamo un popolo di boccaloni deficienti.