Strano popolo gli italiani!
Opportunisti e qualunquisti quanto basta.
E forse non ci va così male come sembra (crisi compresa) !
Altrimenti le cose non si spiegherebbero…..
Secondo le previsioni di Paolo Mieli oggi, “Come alla vigilia del 1992, sta per saltare il tappo”. Magari!!!!!!!!!…..
Oggi, a distanza di 18 anni dall’oramai dimenticata tangentopoli e cioè da quando Mario Chiesa fu preso per una “irrisoria tangentina” di 7 milioni delle vecchie lire, le cose stanno ben peggio!
Inutile, a parer nostro, fare la similitudine tra Mario Chiesa e il consigliere del Comune di Milano Milko Pennisi per una analoga tangente, con la sola differenza che al posto delle lire oggi ci sono gli euro….. Inutile fare raffronti….allora Chiesa parlò, ma oggi non parla più nessuno!
Perché???
Le domande sono scontate:
forse allora la magistratura era diversa , forse più forte ed indipendente e sicuramente non sotto il tiro incrociato e bipartisan di governo e opposizione?
La gente oggi è arrabbiata come ieri?
Tutto questo schifo sotto inchiesta è possibile che venga soffocato in un nulla di fatto ?
Non vediamola come il solito da limitati trentini, dove pure l’opposizione si augura che non cambi nulla, ma cerchiamo di vederla con una prospettiva ben più ampia.
Di seguito riportiamo una riflessione tratta dal "Ribelle" di Valerio Lo Monaco e un intervista ad un grande giornalista -che non ha peli sulla lingua: Giorgio Bocca!
IL DESERTO AVANZA. di Valerio Lo Monaco
ilribelle.com/
Non è che ci sia poi molto da dire. Quanto accade è il segno di questi tempi decadenti che viviamo. La vicenda di Bertolaso – sentite le intercettazioni pubblicate da Repubblica ? Sembra di ascoltare quelle del premier – si iscrive in una situazione generale alla quale siamo abituati. Alla quale molti, e questo è il punto principale, sembrano essere ormai assuefatti con rassegnazione.
Si è persa, strada facendo, orrori vedendo, ipocrisie sentendo, anche la sola capacità di indignarsi. In qualche caso anche di stupirsi. Ora, beninteso, che uno degli stretti collaboratori di Berlusconi ne abbia imitato i comportamenti non è cosa che stupisce più di tanto. Ma di indignazione c’è bisogno. Perché se non scatta questa non potrà esserci nessuna reazione.
La metà circa, di chi vota in Italia, ha scelto (e continua a scegliere) l'uomo di Arcore come proprio rappresentante. Molti meno, oggi, ammettono di averlo fatto. Forse si vergognano, e a ragione, s’intende. Ma il dato di fatto resta. In un paese nel quale la metà dei votanti sceglie un personaggio del genere, e nel quale l’altra metà continua imperterrita a scegliere una parte dissimile nelle dichiarazioni ma di fatto perfettamente in linea con lo stesso spirito dei tempi, è evidentemente un paese che decade, che muore.
Un paese nel quale si accetta senza battere ciglio che una delle più importanti aziende che vende abbigliamento ridicolo a prezzi stratosferici faccia una pubblicità per esortare a essere stupidi – vista la campagna con i cartelloni con sopra scritto “Be Stupid”? -;
un paese nel quale si continua a seguire un programma come Porta a Porta, dove un giornalista che si finge neutrale inizia la puntata un’ora dopo aver fatto una presentazione del proprio ultimo libro avendo come relatore il Presidente del Consiglio; un paese nel quale le notizie fondamentali non vengono assorbite e dibattute come si conviene, come la storia di Difesa Spa e Protezione Civile Spa; un paese che non scende in piazza a prendere a pedate nel sedere chi, con un disegno di legge, porta avanti il progetto del nucleare dopo che gli italiani stessi si sono già espressi direttamente in senso sfavorevole; un paese nel quale accade tutto questo, come può essere definito se non mediante la descrizione di una identità perduta, di uno spirito civile e sociale del tutto disgregato, di una decadenza docile e inarrestabile?
A cosa servono, oggi, lenzuolate di editorialisti nel momento in cui – proprio mentre scriviamo – sulle prime pagine on-line dei più diffusi quotidiani nazionali, le notizie che sono più cliccate riguardano Vasco Rossi che dichiara di “essere stato un bamboccione” e le dichiarazioni della Clerici che “per dimagrire in vista di Sanremo (è) anche finita in ospedale”?
Cosa altro si può fare, se non battersi sempre e senza sosta affinché almeno una parte, quella a noi più prossima, continui a essere informata come si deve e a stupirsi come è giusto che sia per tentare, almeno nel proprio personale, di sollevarsi da questa decadenza collettiva?
Travaglio intervista Bocca. QUESTI RUBANO ANCOR PEGGIO DI DC E PSI!
Giorgio Bocca, lei ha appena scritto Annus Horribilis (Feltrinelli): ma si riferiva al 2009. Il 2010 si annuncia ancora più horribilis…
Vedremo. Il 2009 mi è sembrato il più orribile per una tendenza irresistibile alla democrazia autoritaria. Più Berlusconi ne combinava di cotte e di crude, più i sondaggi lo premiavano. Ora, con questi ultimi scandali,la gente potrebbe cominciare a stancarsi e capire qualcosa.
Quindi c’è speranza?
Non esageriamo. Qualche barlume. E’ come all’inizio della guerra partigiana, ma allora ero giovane e forte dunque fiducioso. Ora sono vecchio e fragile, mi è più difficile essere ottimista. La cecità degli italiani mi ricorda la Germania all’ascesa di Hitler: tutti potevano vedere che tipo era, Hitler, eppure i tedeschi, e anche gli europei, gli cascarono tra le braccia come trascinati da un vento ineluttabile.
Che cosa la spaventa di più?
Il muro di gomma. Succedono cose terribili, o terribilmente ridicole, e nessuno reagisce. Lanci allarmi, provocazioni anche forti, e non risponde nessuno. Come dicono i giudici dello scandalo Bertolaso? "Sistema gelatinoso". Ecco, è tutto gelatinoso. Non resta che sperare, come sempre nella nostra storia, in qualche minoranza coraggiosa che cambi la storia.
Che cosa la colpisce di più negli ultimi scandali?
La loro incomprensibilità. Leggo la confessione di questo consigliere comunale di Milano beccato con la tangente in mano: "Mi sono rovinato per 5 mila euro". O è un pazzo incapace di ragionare, o faceva sempre così. Almeno Berlusconi ha le sue giustificazioni: è ricco sfondato, ha ville dappertutto. Almeno Tangentopoli era un sistema di corruzione che portava almeno una parte dei soldi ai partiti: una logica, sia pure perversa e criminale, c’era. Ma qui i partiti non ci sono più. E questi si vendono in cambio di qualche massaggiatrice, di qualche viaggio gratis, di pochi spiccioli…La corruzione dilaga a tal punto che c’è gente che ruba senza nemmeno sapere il perché.
Anche Tangentopoli, 18 anni fa, partì da una mazzettina di 7 milioni a Mario Chiesa.
Andai a intervistare Borrelli e gli domandai perché i magistrati fossero riusciti a scardinare il sistema così tardi. Mi rispose che la magistratura in Italia riesce a incidere nel profondo solo quando nella società c’è un grande allarme, quando si accende una grande luce. Oggi la luce non si accende, non ancora. Ce ne sarebbero tutti i presupposti, la corruzione ci costa decine di miliardi all’anno, siamo in fondo alle classifiche di tutti gli indicatori civili, scavalcati anche da metà del Terzo Mondo, eppure tutto va ben madama la marchesa.
Possibile che, in Italia, le classi dirigenti non riescano a smettere di rubare?
Quando esplose Tangentopoli, a costo di essere frainteso, dissi che i gerarchi fascisti rubavano molto meno dei democristiani e dei socialisti. Arrivai a elogiare i "barbari" della Lega che ce li avevano tolti dai piedi. Ora questi rubano ancor più della Dc e del Psi. E lo fanno alla luce del sole, con trucchetti da ciarlatani: invitiamo i capi del mondo al G8 e buttiamo centinaia di milioni. Ma non possono farsi una telefonata, i capi del mondo?
Paolo Mieli dice che sta per saltare il tappo, come nel ’92.
Eh eh, Mieli è un mielista, furbo ma intelligente. Siamo in attesa della grande luce di Borrelli. Forse Berlusconi finirà per stancare, ma siamo ancora all’accecamento della morale: quegli imprenditori che si fregano le mani per il terremoto dicono che la febbre del denaro è ancora alta. E’ come nella Bibbia: Mosè che scende dal Sinai con le tavole della legge e trova gli ebrei che festeggiano attorno al vitello d’oro. Noi li abbiamo superati.
Che idea si è fatto di Bertolaso?
Non credo che abbia rubato di suo, ma che abbia lasciato rubare gli altri. Quando si vuol fare tutto in fretta, si aboliscono i controlli e succede di tutto. L’ha perduto la vanità: si credeva Superman, uno che va a dare lezioni agli americani...Non era difficile capire cosa succedeva. Se gli italiani fossero raziocinanti gli avrebbero impedito di buttare i soldi in tante opere inutili.
Forse, con più informazione e più opposizione, sarebbe più facile ribellarsi.
La cosa più deprimente è la lettura dei giornali, per non parlare della televisione. La nostra democrazia diventa autoritaria anche perché ci sono giornalisti comprati con prebende e privilegi, ma soprattutto terrorizzati. Incontro colleghi, si finisce per parlare di quel che combina Berlusconi, e quelli cambiano subito discorso. Se diventi nemico, sei segnato. Tu ce l’hai spesso col Corriere: credo che la carta stampata sia rimasta democratica, ma ha paura di lui. Si inventa di tutto, pur di parlar d’altro: chiamano 'terzismo' il doppiogiochismo. Dicono persino che, a parlar male di Berlusconi, si fa il suo gioco. Ma a chi la danno a bere?
Lei guarda molta televisione?
Sì, ho il gusto dell’orrido. E’ una galleria di mostri. Non riesco a levarmi l’incubo di Feltri, Belpietro, quel Sallusti...E le facce di Ghedini, di Brunetta...Quando li critichi, ti rispondono che sei un vecchio arteriosclerotico. Ma come si fa a diventare così?
La beatificazione di Craxi, i dossier su Di Pietro e ora l’immunità parlamentare d’accordo col Pd.
Beh, è tutto collegato. E’ la complicità fra colpevoli delle due parti. Di Pietro lo attaccano perché ha il merito di essere l’unica opposizione. Craxi piace tanto a questa destra e a questa sinistra per due motivi: intanto perché era un corrotto, e poi perché, con l’idea della Repubblica presidenziale, ha dato un’ideologia alla democrazia autoritaria che questi selvaggi di oggi inseguono ma non riescono nemmeno a teorizzare. Questa democrazia malata la dobbiamo pure a questa sinistra alla D’Alema che collabora da 15 anni con Berlusconi. Hanno capito che, se non partecipano in qualche modo alla sua greppia, non campano più.
Dicono che non bisogna attaccarlo, che i problemi sono altri.
E quando ne parlano, degli altri problemi? Allora almeno parlino male di un aspirante tiranno, no? Prima avevamo i Bobbio, i Foa, ora che fine han fatto gli intellettuali di sinistra? Possibile che non nascano più persone intelligenti?
Violante si spende molto per l’immunità parlamentare, dice che la magistratura non deve scalare il trono del principe.
Perché lo fa? Boh, vorrà fare carriera anche lui. Che personaggio viscido, non lo sopporto.
Il presidente Napolitano non le pare troppo condiscendente?
Va considerato nella sua biografia. E’ sempre stato un comunista prudente. Vuole durare, e non so se sia un bene o no. Ogni tanto tira un colpetto, ma chiedergli di fare l’eroe è troppo.
Che speranza abbiamo?
Che la gente si accorga del suicidio di farsi governare da uno abilissimo a fare soldi: quello i soldi, invece di darteli, te li porta via. Che gli italiani si vergognino almeno per le sue cadute di stile, tipo gli sghignazzi sulle belle ragazze mentre parla del dramma degli immigrati col presidente albanese. Che capiscano come un minimo di decenza e legalità è meglio di questa anarchia lurida. Non dico la virtù, l’onestà: un po’ di normalità e di civiltà. L’unica bella notizia degli ultimi anni è il popolo viola, spero che le prossime manifestazioni siano ancora più massicce e visibili. Se si ribellano i ragazzi, non tutto è perduto.