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 | NOTIZIE DALLA PROVIN: LE DUE SCUOLE DI DELLAI E LE MOLTE FACCE DELLA POLITICA! |
Ieri i due maggiori quotidiani della Provincia di Trento riportavano in prima pagina due “interventi” inerenti gli studenti e la riforma Dalmaso.
“L’Adige” pubblicava una lettera dello stesso Governatore dal titolo “Voi non siete sconfitti perché non c'era nemico” e il “Trentino” un editoriale a firma del Dott. Alberto Faustini dal titolo “Le due scuole di Dellai”.

Fotomontaggio by Jake : " Le due facce della politica ? "
Di seguito li riportiamo integralmente.
Alcune considerazioni in merito però ci sembrano doverose e ci sentiamo di esprimerle.
Per quanto riguarda il testo pubblicato dall’ Adige lo stesso lascia il tempo che trova, demagogia e retorica compresi.
Non sappiamo se l’intento fosse quello di tentare di far passare il messaggio che - parafrasando il motto De Coubertiano “ - L’importare è partecipare e non vincere”, ma di una cosa siamo sicuri …. La lettera del governatore contiene alcune bugie…
Non sappiamo se veramente non ci siano stati nemici, ma è innegabile che nella partita "riforma scolastica" si sono affrontati degli antagonisti ( che non dovrebbero essere considerati nemici ) e qualcuno si è comportato in maniera molto scorretta!
Quindi, per logica consecuzione, se la partita non si è svolta in maniera leale, qualcuno è stato scorretto e , senza voler entrare nel merito “tecnico” della riforma, per logica deduzione qualcuno si è meritato il nome di “nemico “!
Il nemico si è rivelato in chi si nasconde molto scaltramente dietro la dialettica della politica, in chi non ha ascoltato le numerose proteste. Proteste “urlate” non tanto dai ragazzi ( che per lo più si sono dimostrati disinformati e recitanti slogan che “qualche professore sindacalizzato” gli ha inculcato, ragazzi che portano a spasso per la città conigli e macerie e cadono come le “pere cotte” al confronto con abili oratori) ma da tutto il comparto scuola, dai presidi ai professori, agli stessi studenti ( almeno di quelli che si sono informati in merito) alle famiglie.
Abbiamo già dimenticato tutto il passato? Eppure basta sfogliare i giornali degli ultimi mesi o navigare in rete !
Il nemico è colui che dice che si può discutere con la Giunta ( bugia!), che si è invece dimostrata se non arrogante e paternalistica quantomeno “pavida” ( approvazione di una delibera in sordina alle 19 di sera) e sicuramente non disponibile a far partecipe il “cittadino” per arricchirla con il contributo di tutti.
Questa riforma è una brutta macchia per il Governatore che resterà nel ricordo di tutti noi come un sopruso almeno nella forma se non nella sostanza!
Nel merito della vicenda e dell’analisi dell’uomo politico Dellai, per quanto ci riguarda, siamo sicuramente più vicini all’analisi del Dott. Faustini che alla lettera del Governatore….. con un piccolo distinguo.
Jerome David Salinger diceva che :
“Si riconosce un uomo stolto dal fatto che è pronto a morire per una causa. Si riconosce un uomo saggio dal fatto che è pronto a vivere umilmente per una causa.”
Quanta umiltà e quanta determinazione è stata dimostrata in questa riforma dal Governatore Dellai, che come un egemonico “statista” della provincia, con occhi che guardano forse troppo lontano, ha calpestato il dialogo e il confronto con il cittadino ?
Qual è la vera natura di questa politica “Trentina” che sembra sempre più un remake del dottor Jekyll e Mr. Hyde ?
***** ***** ***** ******
Le due scuole di Dellai.
Di Alberto Faustini dal quotidiano “Trentino” del 28.02.2010
Ci sono due Dellai: c'e quello che l'altra sera al Liceo Galilei, in un silenzio colmo di più che legittima curiosità, ha illustrato con calma, insieme all'assessore Dalmaso, il senso della riforma scolastica.
E c'e quello scostante che da dei pappagalli agli studenti. «Legittima difesa - dice lui -, perchè mi avevano dato del coniglio». Gara impari, dico io, quella tra un consumato governatore e un manipolo di temerari minorenni.
C'e poi il Dellai che parla del futuro, dei progetti e dei passi da compiere sulla strada che va da qui al 2020, analizzando - come ha fatto ieri nella nostra redazione - potenzialità e limiti di un territorio e anche di una leadership.
E c'e quello che non si ferma ad aspettare chi non regge il suo passo, creando inutili fratture su banali equivoci: l'ha fatto con la giunta, in primis con la Dalmaso, con le forze politiche e con il consiglio. E' quello, per intenderci, che prenderesti a sberle. Se non fosse il governatore.
C'e, infine, quello che disegna una riforma della scuola (bella o brutta) che può, dimostrare, se impostata in un certo modo, il valore, la forza e persino il senso dell'Autonomia.
E’ quello che la stessa riforma l'approva di notte, di fatto imponendola, senza riuscire a renderla completamente intelleggibile agli occhi dei ragazzi, dei loro genitori, dei docenti, dei colleghi del consiglio provinciale.
Quello che si prende troppo tardi il tempo - ma non sempre la necessaria serenita - per parlare, per confrontarsi, appunto per spiegarsi.
Ci sono però anche vari tipi di studenti. Ci sono quelli che al Galilei, l'altra sera, hanno fatto domande, hanno avuto la pazienza di ascoltare, hanno tentato di capire questa riforma che e poi meno riformatrice di quanto si pensi o si tema.
Ci sono quelli che venerdì hanno manifestato anche se la giunta provinciale li aveva gia spiazzati, adottando la delibera. E ci sono, fra loro, quelli che hanno simbolicamente portato in piazza Dante le macerie della scuola. Idea simpatica, ma forse i ragazzi non conoscono la situazione in cui versano altre scuole del regno e forse non sanno che, a riforma ormai approvata, un altro tipo di contestazione sarebbe stato pin arguto e avrebbe ottenuto pin ascolto. Ci sono, infine, gli studenti che hanno scioperato senza sapere esattamente per quale motivo e quelli che in piazza non ci sono andati: o perchè hanno preferito seguire le lezioni o perchè hanno preferito non capire, non seguire, non informarsi.
Resto convinto che una riforma - come ogni cambiamento - si debba condividere e spiegare meglio. Si sarebbero evitate molte polemiche.
E non ci sarebbero tutti questi "feriti".
Ps. ci sono anche due Italie: c'e quella che ogni giorno si fa in quattro. E quella che copre uno come Di Girolamo: vero senatore e vero amico di personaggi inquietanti, ma finto onesto e finto italiano all'estero. Ci ha fregati tutti (emigranti inclusi) e ha ingiustamente occupato un posto al Senato, con stipendio a tanti zeri. I suoi amici del Partito della liberta (di fregare ?) l'hanno coperto e protetto a ripetizione. II che rende i complici peggiori del disonesto. Tanto di cappello a de Eccher che s'e rifiutato di "salvarlo".
***** ***** ***** ******
“Voi non siete sconfitti perché non c'era nemico”
di Lorenzo Dellai Governatore della Provincia Autonoma di Trento dal quotidiano “L’Adige” dd. 28.02.2010
Ho letto con attenzione sull'Adige la lettera «Noi abbiamo perso, ma voi più di noi» dello studente del Maffei di Riva Rolando Lutterotti. Vi ho scorto un senso di delusione e di rassegnazione che, comprendo, possa colpire quella parte di studenti che, anche venerdì, ha partecipato alla manifestazione di protesta contro la cosiddetta riforma della scuola trentina.
Vorrei rispondere che, quando si intraprendono iniziative di protesta delle quali si è convinti, non si è mai «sconfitti». Si porta il proprio contributo, anche con forme e strumenti originali, rispetto alle quali, pur non condividendole, ho personalmente sempre manifestato rispetto e considerazione. Il vero punto, però è un altro.
La verità è che queste iniziative di protesta degli studenti sono, semmai, «fallite» per la semplice ragione che muovevano contro un «nemico che non c'è». Muovevano cioè per contestare scelte, tagli, indebolimenti della scuola esistenti solamente in un immaginario collettivo costruito, giorno dopo giorno, dal convergente effetto di una cattiva comunicazione da parte nostra e di una attitudine strumentale da parte di alcuni nostri interlocutori.
Per questo ho detto a tutti e ripeto anche agli studenti che il modo migliore per costruire assieme un futuro è partire dai dati reali; abbandonare gli slogan che non hanno nessun riferimento oggettivo alla realtà trentina e alle nostre decisioni; aprire invece un confronto serio e costante sulle molte cose che restano da decidere, soprattutto per quanto riguarda i «contenuti veri» della scuola e, più in generale, delle politiche di promozione della crescita culturale, sociale, professionale e lavorativa dei ragazzi.
Chi vuole, pur mantenendo la propria indipendenza di giudizio e la propria libertà di pensiero, confrontarsi e discutere con noi, troverà su questo terreno interlocutori né arroganti né paternalistici, ma semplicemente portatori di una visione, disponibili ad arricchirla con il contributo di tutti.
Lorenzo Dellai è Governatore della Provincia di Trento
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