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NOTIZIE DALL’ITALIA: IL RUOLO DEL MINISTRO LA RUSSA E QUELLO DI ROCCO CARLOMAGNO.
Questa volta Berlusconi ha ragione !
Chi ha posto le domande non è un giornalista e forse nemmeno un “free-lance” come si continua a definirlo in rete!
Certo ma chi fa meglio il mestiere di giornalista?
Il “povero” Rocco Carlomagno o i “veri” giornalisti che oramai sanno che il giornalismo non esiste piu’ ?
Nessuno dei giornalisti contesta a Berlusconi nulla… eppure di cose da contestare ce ne sarebbero!
Perché nessuno dei giornalisti fa il suo mestiere e assistono quasi muti ad un palinsesto degno della migliore “radio moskov”?
Che dire poi di un ministro della difesa dello stato italiano, che si comporta come una qualsiasi bodyguard in pieno sfregio all’ alta carica istituzionale che ricopre?
Ognuno la pensi come vuole…. Vi lasciamo con un articolo tratto dal “Fatto Quotidiano” … pure loro “sparano” addosso a Carlomagno….. che strano sarà mica "spirito di corporativismo" ???
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IL DISTURBATORE CHE VUOLE FARE IL GIORNALISTA
tratto dal “Fatto Quotidiano” dd. 11 marzo 2010
Nelle redazioni dei giornali lo conoscono tutti. Non c'è caposervizio, segretario di redazione o direttore di giornale che non lo abbia sentito nominare.
Telefonate, visite, lettere, e-mail: Rocco Carlomagno vuole fare il giornalista. Da quando é ragazzo ha una passione sconfinata per la politica: a San Giorgio Lucano, il paesino in provincia di Matera dove é nato il padre, lo ricordano quando sognava di diventare il sindaco di Roma, o quando faceva annunciare il suo arrivo, come una grande personalità. Lui invece e nato a Bari, 38 annl fa. Un diploma al liceo scientifico, l’università lasciata a metà. Qualche anno a Bologna, poi il trasferimento a Roma, vicino ai palazzi che ha sempre sognato. Giornate intere alla Camera ad assistere ai lavori parlamentari (come visitatore), ore e ore nella biblioteca del Senato a consultare archivi e giornali. Vanta articoli pubblicati su Aprileonline, ma il suo nome compare solo nella sezione del sito dove i lettori possono liberamente inviare i loro contributi.
A ognuno si presenta come “amico di”: al giornalista si spaccia come assistente di un politico, al politico dice di essere collaboratore di un giornale. Peccato che il controllo incrociato non dia mai riscontri positivi. Quasi sempre i rapporti che millanta sono con testate ed esponenti del centrosinistra, ma “il disturbatore “ Carlomagno nel suo piccolo rispetta una certa par condicio. Nel 2007 se la prese con l’allora Ministro della Giustizia Clemente Mastella reo di aver mandato gli ispettori a indagane sul pm Luigi DeMagistris. Nel 2008 Marco Pannella in un assemblea dei radicali, stanco del suo fiume di parole fu costretto a urlare: “Toglietegli il microfono”. Lui non recepì il messagglo. Pannella sbottò: “Ooooohhhh!!! Hai finito?!”. Urla e rimbrotti anche con l’ex segretario del Pd Walter Veltroni. Reprimende ad alta voce pure contro Violante e D'Alema.
Già lo spacciano per un iscritto al PD o al limite per un “viola sfigato", ma nemmeno i suoi legami con gli organizzatori del No B. Day vanno oltre una (fugace) ospitata sul camper del popolo viola che staziona davanti a Montecitorio. Lo hanno visto davanti a Palazzo Chigi incitare alla rivoluzione. Qualcuno lo ricorda alla manifestazione contro la Gelmini sbraitare per “il bene dei nostri figli", anche se lui, di figli, non ne ha.
Ieri alla conferenza stampa del PdL é riuscito a entrare semplicemente con la carta d’identità e il tesserino della biblioteca di Palazzo Madama. Oggi finalmente il suo sogno si e avverato: é su tutti i giornali,parla in radio e in TV. Su Facebook é gli un eroe: gli hanno dedicato tre pagine e ci sono sette gruppi in suo sostegno. Voleva fare il giornalista, “sbugiardare i potenti". Chissà se avrebbe mai immaginato una rissa cosi !