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NOTIZIE DALL’ITALIA: LE CENTRALI NUCLEARI NON SONO CONVENIENTI ! PERCHE’ IL GOVERNO LE VUOLE ?
di Alberto Rossi.
Nessun imprenditore privato investirebbe un centesimo nel nucleare !
Il magnate Warren Buffet qualche tempo fa affermò che “non investirebbe mai in una centrale nucleare”! Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica, sostiene praticamente la stessa cosa.
( La seconda parte al termine dell’ articolo)
Ovvio…. il profitto, se mai ci sarà, arriverà dopo decenni e dovrà essere reinvestito (in perdita) per stoccare le scorie che la centrale lascia e lascerà dietro di se per migliaia di anni; in pratica gli investitori ed i loro figli moriranno ma le scorie continueranno a produrre deficit per molte generazioni ancora.
Neanche le più potenti banche o finanziarie mondiali investono direttamente nel nucleare ma si limitano a concedere prestiti sotto forma di “obbligazioni” alle imprese appaltatrici.
Costruire una centrale di terza generazione identica a quelle previste in Italia, costa circa 5.5 miliardi di euro, importo che trasforma il nucleare in un lucroso affare, altro che etica, morale , religione e balle simili !
Da questa piccola chiave di lettura si capisce come la spirale dei capitali investiti nel nucleare continui ad essere foraggiata unicamente dagli Stati, i quali sono costretti a subire il debito perpetuo per cercare di rendere meno pericolose le scorie. Ma allora perché continuare ad investire nel nucleare se il gioco è in perdita?
Perché nel processo del ciclo del combustibile nucleare l’uranio impoverito ha grande valenza e detto “prodotto” può essere usato sia per scopi civili che militari.
In poche parole lo scarto dell’uranio arricchito (l’uranio impoverito ) permette di fabbricare ordigni bellici e corazze, oltre ad avere un impiego nell’industria aeronautica. Certo sarebbe bello dire che “il nucleare è come il maiale”… di cui non si butta nulla, ma purtroppo così non è!
Ovviamente con questo non si vuole dire che l’Italia ha intenzioni belliche ma che l’uso civile potrebbe nasconde anche scopi militari.
In effetti in certi paesi le centrali ( che sono molto versatili ) passano da un uso pacifico ad uno belligerante molto velocemente, impiegando l’uranio arricchito come combustibile delle stesse ma anche come detonante della testate nucleari.
Dal 2000 al 2009 sono 175 i miliardi di euro spesi nel mondo per il nucleare, coinvolte a vario titolo 120 banche che si possono conoscere in questa pagina Web commissionata da Greenpeace a Bank Track..
www.nuclearbanks.org
Non potevano mancare gli istituti di credito Italiani, oltre alla presenza nell’elenco di BNL al 23° posto troviamo UniCredit con un fatturato di 2,3 miliardi euro, e al 28° posto la banca con “l’aureola” Intesa San Paolo con 1,07 miliardi di euro.
Una centrale nucleare produce energia per 40 – 50 anni circa, uno spazio temporale dentro al quale vengono e vanno decine di politici, militari e imprenditori favorevoli al nucleare per le ragioni più disparate.
Questi “ dotti e sapienti personaggi” si ritroveranno con le spese ereditate dallo stoccaggio delle vecchie scorie in una mano, e nell’altra gli introiti civili ma soprattutto militari che da il nucleare.
Ora anche l’Italia si sta preparando a questo…. E non faremo altro che immagazzinare veleno e battere cassa gettando sulle spalle delle future generazioni il problema irrisolto delle immondizie nucleari.
Solo - affari - guerre e potere - queste sono le uniche ragioni che tengono in piedi il nucleare.
Non vi è nessun tipo di contraddittorio perché fino ad oggi è andata così e non ci sono segnali di cambiamento in vista.
Noi Italiani siamo famosi nel mondo per molte cose... ma quanti di noi sanno che l'Italia è il secondo produttore al mondo di armi?
Sarà anche per questo che molti nostri politici sono favorevoli al nucleare?