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 | OPEN SPACE: LETTERE APERTE : DELLAI VS GALVAGNI . Che “pan dan” ! |
Una segnalazione di Jake
Ai dipendenti della PAT è sostanzialmente vietato l’uso di Internet.
Ne avete più volte scritto ( ndr.: si vedano i link a fondo pagina) .
Ma anche volendo gli stessi non si annoiano di certo.
Nella casella di posta elettronica di ogni dipendente si trova di tutto: mail comprendenti inviti alle manifestazioni del Settore Comunicazione e Promozione del Museo Castello del Buonconsiglio, l’'elenco di tutte le prossime attività programmate dal Circolo Ricreativo Dipendenti Provinciali, la pubblicità e gli inviti del Servizio Attività Culturali per le rassegne cinematografiche, una miriade di inviti alle attività promosse dai vari assessorati e di spot sindacali ( ma scusate le mail sindacali non dovevano essere contingentate ?), i rimandi ai blog dei vari politici, e ora ci si può "distrarre" con lo scambio di lettere aperte.

Vi trasmetto quelle tra il sindacalista Stefano Galvagni responsabile UIL-FPL Provincia e il Governatore Lorenzo Dellai arrivate questa settimana a tutti i dipendenti PAT.
16.06.2010 h. 13.34
“Lettera aperta di un capro espiatorio”
Egregio Presidente Dellai,
mi rivolgo a Lei in quanto Presidente della Provincia e anche alla luce dei suoi interventi degli ultimi giorni in merito al dibattito sul settore pubblico, dal blocco del contratto per tre anni, al livello “scandaloso” degli stipendi dei dirigenti provinciali, ( ndr : GLI STIPENDI DEI DIRIGENTI PROVINCIALI E L’IRA DEL DELLAI FURIOSO ! )ma anche degli altri dipendenti.
Come in altre campagne mediatiche, che da anni coinvolgono soprattutto i dipendenti provinciali, l’importante è avere un capro espiatorio.
Ecco, scrivo a Lei per autodenunciarmi quale doppio capro espiatorio in quanto sindacalista del settore pubblico e dipendente provinciale da 24 anni.
In queste considerazioni che esterno riferendomi alla mia persona (per non violare privacy altrui visto che non è tempo….) credo di rappresentare molti altri dipendenti PAT e pubblici in genere.
Essendo un capro espiatorio, non importa a nessuno se svolgo con dedizione e professionalità il mio lavoro, se ho fatto pochissima malattia, se il mio stipendio non ritengo sia adeguato né al costo reale della vita in Trentino né alla qualità del lavoro svolto.
Agli untori, come dice Lei, serve trovare un colpevole, qualcuno o qualcosa cui attribuire qualsiasi tipo di responsabilità.
Ma ho un altro grave difetto (tra i tanti): non mi voglio rassegnare a subire in silenzio l’onta di essere un privilegiato che merita questo “castigo”.
Condivido che è esercizio probabilmente inutile cercare di spiegare come stanno realmente le cose. Lei è intervenuto in questi giorni per difendere i dirigenti provinciali e mi limito a dire che a mio giudizio, e di tanti che rappresento, la cosa che indispone maggiormente è il divario enorme che si è creato tra i dirigenti e gli altri dipendenti (inclusi i direttori) e i troppi incarichi ad hoc che poco o nulla hanno a che fare con l’esigenza di dare servizi (ad es. la cattiva abitudine di mantenere in servizio dirigenti andati in pensione).
So bene che questi costi sono marginali rispetto ai grandi numeri, ma denotano un atteggiamento che si ripete nel tempo e che infastidisce e contribuisce alla delegittimazione di tutti i dipendenti provinciali. Comunque sia, i dirigenti soffriranno per la campagna contro di loro ma possono consolarsi più facilmente degli altri per via della retribuzione, operazione molto più complicata per gli altri dipendenti che mediamente non superano i 1.350 euro (prendendo a riferimento un C base in seconda posizione economica con più di 20 anni di servizio), soprattutto se confrontati con le retribuzioni del privato includendone tutte le voci.
Ebbene, da dipendente provinciale stavolta è veramente difficile accettare e sopportare l’ennesima gogna mediatica dalla quale emerge l’equazione dipendente pubblico uguale fannullone e conseguentemente strapagato per non fare nulla…di conseguenza il blocco per tre anni del contratto viene visto come cosa buona e giusta. E mi tocca pure stare zitto altrimenti mi rinfacciano che tanto ho il posto sicuro.
E qui, a mio avviso, stà il punto vero: dalla manovra finanziaria del Governo, alle norme Brunetta, l’obiettivo vero è scardinare quella che forse è l’ultima categoria di lavoratori dipendenti rimasta meno vulnerabile e meno attaccabile, proprio grazie alla sicurezza del posto di lavoro.
Poco importa all’opinione pubblica, che plaude alle iniziative contro i dipendenti pubblici, se questa sicurezza è garanzia di autonomia sul lavoro, di rispetto delle regole e delle norme, di trasparenza ecc. tutte cose che vanno a tutela dei cittadini e delle imprese e per le quali i dipendenti pubblici son tenuti ad esercitare la loro professione in nome e per conto dell’Amministrazione. Tutto ciò si traduce in minore salario, in maggiori difficoltà di crescita professionale (visto che si avanza solo per concorso), nel divieto di esercitare qualunque altra professione al di fuori del normale orario di lavoro (cosa che invece succede nel resto d’Italia) e nel doveroso rispetto non solo degli utenti/clienti ma anche d’un sacco di normative in contiua evoluzione (e guai a sbagliare!).
Ecco Presidente Dellai, da Lei e dalla Giunta Provinciale che rappresenta, mi aspetto non tanto delle esternazioni a difesa della dignità dei suoi dipendenti (cosa che ha fatto anche in altre occasioni, e gliene do atto), bensì iniziative concrete partendo proprio dal principio di equità cosa che manca totalmente nella finanziaria nazionale (dal blocco dei contratti pubblici all’innalzamento dell’età pensionabile delle donne che andava pianificata come si sta facendo in Francia prevedendo delle compensazioni e invece viene inserita col pretesto delle possibili sanzioni europee), mettendo in campo tutto il potere che l’autonomia assegna alla Provincia in materia di personale e del suo contratto di lavoro di riferimento (che sostituisce quello nazionale), per il quale le risorse sono già stanziate a bilancio.
Questa è la risposta migliore che la politica può dare in questa fase.
Come vede non mi presto all’esercizio di spostare il problema su altri (dai costi della politica ad altri sprechi ecc.) perché farei come i nostri untori: a me, come credo a tanti altri dipendenti pubblici trentini, interessa avere risposte e impegni chiari da parte di chi ha la responsabilità politica e amministrativa che pure deve dare esempi di coerenza tra quel che dice e quel che fa.
A questo aggancio anche la circolare PAT sull’utilizzo delle dotazioni informatiche: al di là delle norme manca totalmente di buon senso (cosa che invece è presente nelle linee guida del Garante della privacy). Ma Le sembra sensata una cosa del genere nell’era della tecnologia? Non le sembra che questo modo di fare corrisponda in pieno alla cultura da “buco della serratura”? Perché non si sanzionano gli eventuali responsabili di abusi nell’uso delle strumentazioni informatiche e si preferisce assecondare pregiudizi, o pulsioni populistiche, che oggettivamente hanno poco a che fare con una ordinata ed efficace gestione del personale?
Come dipendente provinciale non accetto di sentirmi un costo e un peso per la collettività, ma un a risorsa per la collettività.
Trento, 16 giugno 2010
Stefano Galvagni
Responsabile UIL-FPL Provincia ed Enti Strumentali
Dipendente Agenzia del Lavoro
===== ***** ====== ******
23.06.2010 h. 11,08
Lettera aperta a Stefano Galvagni
Responsabile UIL-FPL Provincia ed Enti Strumentali
Dipendente Agenzia del Lavoro
Caro "capro espiatorio"
sono sostanzialmente d'accordo con Lei.
L'insistenza sul livello “scandaloso” degli stipendi dei dirigenti provinciali, ma anche degli altri dipendenti - che scandaloso non è, lo abbiamo spiegato più volte, anche ai mass media - non mi piace e credo banalizzi questioni più serie e importanti.
Mi riferisco al tema della crisi economica che stiamo affrontando e dei sacrifici - io preferisco parlare di scelte - che essa impone.
In Trentino, come Lei sa, abbiamo deciso di affrontare questa situazione con il varo di politiche in favore delle famiglie e delle imprese di lungo periodo, cioé che rimarranno in vigore anche quando la crisi sarà passata. Questa ci è sembrata essere la scelta più seria, meno demagogica, che potevamo operare. Nessuna ricerca del capro espiatorio, quindi.
Dirò di più: l'amministrazione pubblica, la vituperata "burocrazia", in Trentino non sono mai state un freno allo sviluppo, al contrario: fin dal nostro passato austroungarico rappresentano l'ossatura stessa delle istituzioni, accompagnano e promuovono la crescita e l'evoluzione della comunità.
Stia pur tranquillo, pertanto, che a qualcuno importa se Lei svolge con dedizione e professionalità il suo lavoro. Importa all'amministrazione ma importa anche a tutti i cittadini, che quando si tratta di sbrigare una pratica o di rivendicare un diritto legittimo si accorgono qual è la risposta della burocrazia trentina: veloce, puntuale, nella stragrande maggioranza dei casi efficace ed efficiente.
Riguardo alle regole sull’utilizzo delle dotazioni informatiche: forse potevamo fare meglio e con atteggiamento meno "censorio", posto che le tecnologie informatiche sono ormai pervasive e che il Trentino ha tanto investito in esse, negli ultimi 20-30 anni (anche sul versante della ricerca).
Tenga conto peraltro del fatto che ci muoviamo su un terreno relativamente nuovo, e in continua evoluzione. Personalmente non credo si debba avere paura di un dipendente pubblico che usa internet; oggi come oggi, si dovrebbe avere paura semmai del contrario. Comunque sia, Lei anche come sindacalista sa bene che l'amministrazione sa distinguere fra situazione e situazione e non ha mai assunto atteggiamenti "draconiani" con i suoi dipendenti.
Sarà così anche in questo caso.
Trento, 22 giugno 2010
Lorenzo Dellai
Presidente della Provincia Autonoma di Trento
Link per l’approfondimento:
ALBERTO GROFF - ''INTERNET PROIBITA MA NON PER TUTTI'' - LA CASTA DELLA PAT !
IL 'BRUNETTA PENSIERO' ANCHE IN PROVINCIA DI TRENTO !
I DISCIPLINARI A SENSO UNICO.
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